Le finalità che la legge intende promuovere sono il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà ed autonomia della persona handicappata...la piena integrazione nella famiglia, nella scuola nel lavoro, nella società (art. 1).
Il diritto all'informazione e il diritto allo studio sono mezzi fondamentali di integrazione (art. 8).
Il diritto all'educazione e all'istruzione - nelle scuole di ogni ordine e grado, fino all'università - non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti da disabilità connesse all'handicap. Il Profilo Dinamico Funzionale è la base per la formulazione di un Piano Educativo Individualizzato (art. 12).
Emerge la consapevolezza della complessità del lavoro, al quale sono chiamate a collaborare più agenzie (comunità scolastica, enti locali, servizi sociali), stipulando Accordi di programma (art. 13); ma si legge anche il desiderio di cogliere una sfida essenziale alla vita democratica e ai suoi valori. Non per nulla si parla spesso di sperimentazione, perché sulla disabilità c'è ancora molto da tentare, da provare. La parola 'sperimentazione' evoca quella complementare di 'metodo': sperimentare non vuol dire rischiare sulla pelle altrui, ma avere chiara una strada ed avere il coraggio di percorrerla. Correlativa è la parola flessibilità, l'attivazione di nuove e d originali modalità di organizzare il lavoro, in continuità fra i diversi gradi di scuola (art. 14), collegialmente, nel consiglio di classe e nei gruppi di lavoro (artt. 13, 15).