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Testi teorici

Bibliografia di riferimento sul tema
“Portfolio delle competenze individuali”

a cura di Carmen Siviero
 
Testi teorici:
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Mario Castoldi, Il portfolio a scuola, Editrice La Scuola, Brescia 2005.
Il volume offre un'ampia e approfondita disanima dei problemi connessi all'introduzione del portfolio nella scuola e delle opportunità che esso offre. Scritto con particolare attenzione alla scuola Primaria, per le esplorazioni delle valenze docimologiche e pedagogiche che lo contraddistinguono, il testo di Castoldi può essere utile anche per coloro che si accingono a occuparsi di portfolio negli altri ordini e gradi di scuola.
Il volume è suddiviso in tre capitoli che si occupano rispettivamente di: motivazioni all'introduzione del portfolio; significati e tipologie di portfolio; costruzione di un Portfolio. L'autore insisite costantemente sulla necessità di optare per un portfolio riflessivo, nella convinzione che la sua adozione dovrebbe comportare un profondo ripensamento delle modalità didattiche e valutative sin qui in uso. 
Giancarlo Cerini, Si parlerà ancora di portfolio tra 10 anni? in www.wdscuola.it/archivio/riformeonline/portfolio.htm. L'autore esprime le sue perplessità rispetto a un'interpretazione riduttiva del portfolio all'interno della normativa attuale (vedi CM 85/2004). Il portfolio potrà essere uno strumento valido, da salvare, se si eviteranno i rischi di una documentazione che venga colta con una logica predittiva e di precoce orientamento. Occorre, secondo lui, introdurre una ventata di "laicità" nel portfolio e, in questo senso, ritiene utile rifarsi al modello di Portfolio europeo delle lingue, che non ambisce a essere un'autobiografia personalissima. Egli ritiene, inoltre, che nel primo ciclo il portfolio dovrebbe essere  sperimentato con molta cautela per evitare di introdurre "modalità intrusive e predittive di determinati aspetti dela personalità dell'allievo", a favore della focalizzazione sulle caratteristiche formative o formanti dello strumento e del percorso di apprendimento.
Mario Comoglio, Il portfolio: strumento di valutazione autentica, in «Orientamenti Pedagogici» Vol. 49, n. 2, marzo-aprile 2002.
Comoglio, uno dei maggiori studiosi italiani, assieme a Pellerey, di valutazione autentica, offre in quest’articolo una definizione di portfolio nell’ambito del sistema educativo. Rifacendosi agli esperti americani del settore, pone poi a confronto le metodologie di valutazione tradizionali basate sul testing e la valutazione autentica basata sull’uso del portfolio. Inoltre, propone un’utile panoramica dei tipi più diffusi di portfolio, individuandone tredici tipologie, e propone percorsi di costruzione di un portfolio a scuola, suddividendoli nelle varie fasi. Infine, affronta il tema della valutazione di un portfolio.
 
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Mario Comoglio, Insegnare e apprendere con il Portfolio, Fabbri Editore, Le Guide dell’educatore, RCS Scuola, Milano 2003
Il volume, costruito su otto capitoli, spiega che cos’è il portfolio, quale è lo sfondo teorico su cui si pone, quali modelli di portfolio scegliere rispetto ai modelli di insegnamento. Affronta poi il tema della valutazione tramite il portfolio, il ruolo degli insegnanti, degli studenti e dei genitori nella gestione di questo documento. L’impostazione è teorico-pratica, poiché le parti operative si rifanno puntualmente ai riferimenti teorici e culturali che consentono di maturare la consapevolezza delle ragioni e delle finalità per le quali questo strumento è stato introdotto. Il primo capitolo, infatti, è interamente dedicato alla valutazione autentica, contenitore teorico degli altri capitoli. Utili le schede pensate per una (auto-) formazione dei docenti e il glossario.
 
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Mariangela Pasciuti, Il Portfolio delle competenze individuali nella scuola Primaria e Secondaria di primo grado. Da dove viene, a cosa serve, come di può costruire, Spaggiari, Parma 2005
Il testo ripercorre gli elementi essenziali del discorso sul portfolio, illustrandone la storia e le prospettive come strumento di valutazione. L’autrice affronta anche i compiti che la legge di riforma 53/2003 gli assegna e offre alcune indicazioni pratiche di costruzione di un portfolio a scuola.
 
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Michele Pellerey, Le competenze individuali e il Portfolio, RCS Libri-La Nuova Italia, Milano-Firenze 2004
Pellerey valorizza in questo libro la funzione del portfolio come strumento per favorire la transizione da una scuola che si fonda sul programma a una scuola che cerchi di offrire percorsi per lo sviluppo di competenze.
Partendo dalla descrizione e dall’evoluzione del concetto di competenza, l’autore esplora alcune metodologie proprie del processo di valutazione. Definisce le finalità e le caratteristiche fondamentali del Portfolio delle competenze individuali ed esamina alcune proposte e sperimentazioni di portfolio avviate in varie Regioni. In particolare, prende in considerazione portfoli relativi all’apprendimento di singole discipline nel contesto della scuola secondaria di 1° e 2° grado, riportando anche alcuni esempi sperimentati negli Istituti Professionali e nei Centri di Formazione Professionale.
L’indice del libro, l’introduzione e il primo capitolo sono scaricabili dal sito: http://www.scuolaecitta.it
 
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Mariella Spinosi, Valutazione e Portfolio, Tecnodid, Napoli 2004
Il testo è pensato dall’autrice in funzione di una speranza dichiarata: cogliere l’introduzione del portfolio come mezzo per reinterpretare, alla luce delle nuove esigenze formative, i principi ricorrenti in tutta la pedagogia del Novecento.
La Spinosi lo ha suddiviso in tre parti: nella prima affronta le principali questioni relative alla valutazione sul piano diacronico e i possibili sviluppi futuri. Nella seconda parte mette a disposizione dei lettori un vero e proprio laboratorio di ricerca per le scuole ai fini della costruzione di un portfolio partecipato e condiviso fra i docenti. Nella terza offre un repertorio di strumenti, cioè sezioni di portfoli già elaborati in Europa, suggerimenti per la valutazione e l’autovalutazione, schede di riferimento per il rapporto con le famiglie (colloqui e relative analisi) e schede relative ai processi metacognitivi. Il testo è completato da un utile glossario e da indicazioni bibliografiche, per consentire, a chi lo desideri, di approfondire ulteriormente i temi affrontati.
 
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Bianca Maria Varisco, Portfolio. Valutare gli apprendimenti e le competenze, Carocci, Roma 2004
L’autrice, partendo da una prospettiva pedagogica, ripercorre i motivi della nascita del portfolio come strumento di valutazione. Affronta quindi il tema del portfolio come strumento di co-valutazione (non tanto e non solo di autovalutazione), in opposizione all’etreovalutazione sinora imperante. Ciò permette di capire perché, nella gestione del portfolio, si vogliano coinvolgere genitori e alunni. Si occupa poi del significato e dell’evoluzione del concetto di “competenza” e degli aspetti cruciali dell’apprendimento costruttivo, consapevole, strategico e motivato. Il portfolio viene quindi situato all’interno del new assessment (nuova valutazione) con indicazioni d’uso, specie nel settore dell’apprendimento linguistico. In appendice vengono offerti alcuni esempi operativi di portfolio.
 
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Benedetto Vertecchi, Ma perché chiamarlo Portfolio?, in «La Vita Scolastica», n. 17
Breve articolo in cui l’autore mette in guardia da un possibile uso distorto del portfolio. Dopo aver espresso la propria perplessità rispetto all’uso del termine mutuato dall’inglese (ma, a sua volta, mutuato dall’italiano), Vertecchi sottolinea che si sta passando da portfoli basati su raccolte spontanee di documenti a raccolte orientate, con strutture fondate su liste descrittive. Infine, egli esprime la propria preoccupazione, che è insieme una raccomandazione, di accompagnare l’introduzione del portfolio con un forte impegno per la ricerca sui tratti su cui è opportuno soffermare l’attenzione, perché il portfolio non sia alimentato da documenti episodici “e perciò di ben scarsa utilità”.
Dossier Portfolio in «Tuttoscuola», n. 454, settembre 2005. Due articoli, rispettivamente di Piero Cattaneo, Portfolio un primo bilancio, e Francesco De Sanctis, Il problema delle competenze, che affrontano in modo divulgativo le opportunità e le prime criticità derivanti dall'introduzione del Portfolio delle competenze individuali.
CIDI Firenze (a cura di), Il portfolio resta nel guado, in «Insegnare», n. 4, 2006. Breve articolo in cui gli autori si pongono in posizione critica verso l'interpretazione non univoca di portfolio e, di conseguenza, di valutazione emergente dal percorso dei gruppi di lavoro per la riforma scolastica, a partire da quelli insediati dal ministro Berlinguer. 

 
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